Dobbiamo riconoscere che l’affermazione delle forze di destra al governo non può essere attribuita alla responsabilità delle forze di sinistra o dei soggetti politici centristi. È, piuttosto, imputabile in via principale a una larga parte dell’elettorato italiano, caratterizzata da un diffuso analfabetismo funzionale e da una scarsa propensione all’informazione e all’approfondimento politico.
Si tratta di cittadini che tendono a disinteressarsi della vita pubblica e che esprimono il proprio voto sulla base di elementi superficiali, quali l’aspetto fisico dei candidati, slogan precostituiti – spesso veicolati da strategie di comunicazione di impronta populista – e dinamiche di mera raccomandazione personale.
In questo contesto, il mio impegno politico assume e assumerà consapevolmente toni forti e polemici, con l’obiettivo di scuotere queste coscienze, poiché i registri comunicativi più garbati risultano, a mio avviso, scarsamente efficaci.
Desidero rappresentare categorie sociali che la politica tende a trascurare, in particolare le persone single, spesso ignorate rispetto al riferimento prevalente alle famiglie tradizionali, e i lavoratori appartenenti al vero ceto medio, spesso esclusi da un discorso pubblico polarizzato su “ricchi” e “poveri”.
Il mio obiettivo è promuovere una maggiore equità economica intesa come una distribuzione più giusta delle risorse e delle opportunità. Ritengo non accettabile che gli impiegati, che costituiscono il reale motore operativo dell’azienda, percepiscano una retribuzione media intorno ai 1.400 euro mensili mentre l’amministratore delegato della medesima realtà riceve compensi multipli di tale importo, spesso di gran lunga sproporzionati rispetto al contributo effettivo e ai risultati conseguiti.