Federico Cafiero De Raho

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Dopo 44 anni in magistratura ho voluto continuare a mettere la mia esperienza al servizio del Paese investendo il mio impegno in Parlamento con il Movimento 5 Stelle, che è la formazione che pone al centro dei propri programmi i valori della Costituzione, l'uguaglianza e il rispetto dei diritti, la sanità pubblica, la cultura, la scuola, l'Università, il lavoro  dignitoso, stabile e adeguatamente retribuito, la tutela dell'ambiente, la lotta alle mafie e alla corruzione e tanti altri fondamentali temi per lo sviluppo del nostro Paese.
Nell'ottobre 2022 sono stato eletto deputato nelle circoscrizioni della Calabria e dell'Emilia Romagna, dove mi è stato assegnato il seggio, avendo in tale circoscrizione riportato il minor numero di voti.
Tra le Commissioni permanenti sono stato insetito nella Commissione Giustizia, ove sono stato eletto vicepresidente.
Ho presentato diversi progetti di legge e tra questi quello di Istituzione della Commissione di Inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni anche straniere. Tale progetto di legge  é stato approvato ed ha dato vita all'attuale Commissione antimafia, in cui sono stato eletto vicepresidente.
Il lavoro del Movimento in Parlamento è di grandissimo rilievo, per la forza con cui portiamo avanti le nostre convinzioni e le nostre idee, per la coerenza alle nostre linee programmatiche e chiusura a qualunque compromesso.
I nostri valori non sono mai negoziabili e in Parlamento diamo prova di rigore e piena coesione, portando avanti  una vigorosa opposizione,  a volte da soli.

Formazione

25/07/1975 - 25/07/1975
Laurea Specialistica/Magistrale
Laurea in Giurisprudenza

Ruoli Istituzionali

23/05/2023 - Current
Vicepresidente Commissione
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLE MAFIE E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI, ANCHE STRANIERE
09/11/2022 - Current
Vicepresidente Commissione
Commissione Giustizia Camera
13/10/2022 - Current
Deputato

27 giugno 1978 nominato uditore giudiziario;

19 settembre 1979 Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano, ove giunse poco dopo l’omicidio del dott. Emilio Alessandrini  manifestando sin dal primo momento, in un’epoca in cui la lotta al terrorismo costituiva l’emergenza nazionale, disponibilità a contribuire a tali indagini, partecipando ad alcune di esse. Mi sono occupato tra  gli altri di procedimenti per traffico di sostanze stupefacenti, per contrabbando di oli minerali, per bancarotta fraudolenta, maturando una significativa esperienza per la formazione 

23 febbraio 1984 Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Napoli. Iniziato subito ad occuparmi di indagini e dibattimenti riguardanti associazioni camorristiche. Fui pubblico ministero nel processo per associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti, traffico di armi ed altri delitti nei confronti di Raffaele Cutolo ed i vertici della Nuova Camorra Organizzata; sempre nel 1984 sostenni l’accusa nel processo instaurato nei confronti di 198 persone per il delitto di associazione camorristica riguardante la Nuova camorra organizzata di Raffele Cutolo. Ho condotto numerosissime indagini riguardanti i clan della città di Napoli (Quartieri Spagnoli, Sanità, zona “Mercato”, Rione Traiano, Secondigliano) e della provincia (Ercolano, Portici, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Marano di Napoli, Afragola, Pomigliano), instaurando diversi maxi processi per reati di associazione camorristica omicidi, estorsioni.

22 novembre 1991 vengo assegnato alla Direzione Distrettuale antimafia e confermato alla scadenza del primo biennio e di quelli successivi fino al tetto massimo di permanenza. 
Tra i procedimenti trattati merita specifica menzione quello iscritto originariamente nei confronti di oltre 1200 persone per delitti di associazione per delinquere di tipo camorristico o commessi al fine di agevolare le attività dell’associazione di cui all’art.416 bis c.p.. 
Il prodotto di uno sforzo investigativo straordinario furono i processi Spartacus 1, Spartacus 2 e Spartacus 3, in cui oltre 300 camorristi del clan dei casalesi furono condannati: uomini dell’ala “militare”, della struttura economico-imprenditoriale, della politica collusa.
Sostenni la pubblica accusa nel processo cd Spartacus 1, il cui dibattimento si protrasse per quasi 700 udienze e la requisitoria conclusiva occupò 52 udienze. All’esito la sentenza condannò 136 imputati ed i vertici del clan e gli autori di numerosi omicidi all’ergastolo.
Mi sono occupato del procedimento penale per l'omicidio di Francesco Imposimato, fratello del giudice istruttore in servizio a Roma, del procedimento penale riguardante l’omicidio di Don Peppe Diana, Parroco della Chiesa di S. Nicola di Casal di Principe.

3 marzo 2006 vengo nominato  Procuratore Aggiunto in Napoli.
Da procuratore aggiunto ho espletato diversi incarichi ed in particolare:
- coordinatore dell’Ufficio Notizie di Reato e coordinatore della Sezione "Misure di Prevenzione"
nell’espletamento di tale compito, tra l’altro, ho promosso iniziative per la più ampia aggressione dei patrimoni mafiosi e fui autore della proposta di prevenzione patrimoniale che determinò, nell'anno 2010, il sequestro di beni per oltre 700 milioni di Euro nei confronti degli eredi di Dante Passatelli, applicando la nuova disposizione che consentì l'azione di prevenzione patrimoniale anche nei confronti degli eredi; 
dall'aprile del 2009  collaboratore del Procuratore della Repubblica nel coordinamento della D.D.A.. e, in tale compito, ho contribuito alle attività giudiziarie del gruppo di lavoro, conseguendo risultati di grandissimo rilievo. 
Sotto il mio coordinamento vennero catturati i latitanti al vertice del clan Zagaria Michele, Iovine Antonio, Caterino Mario, Schiavone Nicola.

11 aprile 2013 ho esercitato le funzioni di procuratore della Repubblica in Reggio Calabria. 
In tale ruolo dette impulso alle indagini sul traffico internazionale di stupefacenti, individuando i componenti, poi tratti in arresto, di plurime organizzazioni strutturate su scala internazionale, per l’importazione della cocaina e la
distribuzione in vari Paesi europei. Massimo impulso ho dato alla cattura di latitanti ‘ndranghetisti, alcuni, particolarmente pericolosi, condannati all’ergastolo, ricercati da oltre 20 anni. Nella mia gestione tutti i latitanti furono tratti in arresto. 
Ho condotto, inoltre, numerose operazioni finalizzate a disarticolare le “consorterie storiche” della ‘Ndrangheta, individuandone i componenti, poi tratti in arresto.
Con la mia gestione venne dato massimo impulso ai sequestri e alle confische di beni immobili e aziende. L’aggressione ai patrimoni della ’ndrangheta fu una priorità dell’Ufficio e, ovviamente, la strategia di contrasto alle organizzazioni criminali sul piano patrimoniale fu collocata al vertice delle scelte operative della Procura della Repubblica di Reggio
Calabria. Ne conseguirono straordinari risultati.
Ho coordinato la complessa indagine sulla componente “invisibile” della ‘ndrangheta, che disvelò l’esistenza di una struttura sovraordinata, costituita da storici personaggi della ‘ndrangheta che avevano interfacciato esponenti dell’economia e della politica e instaurato rapporti con la massoneria.
Nel periodo della mia gestione furono acquisiti ben 13 collaboratori di giustizia e 2 testimoni, un dato significativo in un territorio governato dall’omertà.
Ho sviluppato, inoltre, con valorosi colleghi, le indagini sulla partecipazione della ‘ndrangheta alla strategia stragista di “cosa nostra” negli anni 1993-94.

Novembre 2017 sono stato nominato procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. 
In tale ruolo ho curato il coordinamento tra gli uffici in numerose indagini collegate di mafia e terrorismo e ho sviluppato rapporti internazionali con autorità giudiziarie straniere e organismi internazionali per tratteggiare una strategia condivisa per il contrasto alle mafie al di là delle frontiere.
Ho dato, inoltre, impulso a numerose iniziative finalizzate ad impedire infiltrazioni mafiose nell’accesso al credito e nei contratti pubblici determinati dal PNRR.
Ho inviato pareri alle Commissioni Parlamentari ed al Ministro della Giustizia in relazione alla legislazione antimafia e a quella di sostegno all’economia, evidenziando aspetti significativi per ostacolare le infiltrazioni mafiose.
In tale ruolo ho dato forte impulso alla sottoscrizione di protocolli con alcune Regioni e con Confindustria Alberghi, oltre che con numerose Istituzioni.
Il 18 febbraio 2022 ha concluso il mio impegno nella magistratura per raggiunti limiti di età.